Effetti del Tai Chi sulla propriocezione delle articolazioni della caviglia

Fonte e autore: PubMed - D Xu 1, Y Hong 1, J Li 1 and K Chan 2 1 Department of Sports Science and Physical Education, The Chinese University of Hong Kong 2 Department of Orthopedics and Traumatology, The Chinese University of Hong Kong Corrispondenza con: Professor Hong De

In sintesi: "Questa ricerca dimostra che, paragonata ad altre attività comuni, la pratica a lungo termine del Tai Chi offre maggiori benefici per quanto riguarda il mantenimento della propriocezione delle articolazioni della caviglia e del ginocchio, il che è importante per il mantenimento del controllo dell'equilibrio negli anziani."

COMPENDIO
OBIETTIVI: Valutare se il Tai Chi, forma di esercizio tradizionale cinese, è in grado di migliorare la propriocezione negli anziani e se gli effetti del Tai Chi sulla propriocezione sono più evidenti rispetto ad altre forme di esercizio negli anziani.

METODI: rilevata la soglia di percezione del movimento passivo, la chinestesia dell'articolazione della caviglia e del ginocchio è stata misurata a 21 anziani che praticano Tai Chi da lungo tempo (gruppo TC), 20 anziani che praticano il nuoto e la corsa da lungo tempo (gruppo N/C) e 27 anziani sedentari (gruppo di controllo)

RISULTATI: la chinestesi dell'articolazione della caviglia differisce in modo significativo nei i tre gruppi (p = 0.001). I soggetti nel gruppo TC hanno rilevato una quantità notevolmente minore di movimento rispetto al gruppo N/C (p = 0.022) e a quello di controllo (p = 0.001). Tra il gruppo N/C e il gruppo di controllo non è stata rilevata nessuna differenza significativa (p = 0.701). La soglia di percezione del movimento passivo si è rivelata significativamente differente nell'estensione rispetto alla flessione del ginocchio. Per quanto riguarda la flessione del ginocchio, il gruppo TC dimostra una soglia di percezione del movimento passivo in media significativamente più bassa rispetto al gruppo di controllo (p = 0.026). Non si sono riscontrate differenze rilevanti tra il gruppo N/C e il gruppo di controllo (p = 0.312), o tra il gruppo TC e quello N/C (p = 0.533). Per quanto riguarda l'estensione del ginocchio, non è stata notata alcuna differenza rilevante tra i tre gruppi ( p = 0.597).

CONCLUSIONI: Le persone anziane che praticano regolarmente il Tai Chi non solo hanno evidenziato una migliore propriocezione delle articolazioni della caviglia e del ginocchio rispetto al gruppo di controllo degli anziani sedentari, ma anche una migliore chinestesia della caviglia rispetto agli anziani che praticano il nuoto o la corsa. I notevoli benefici della pratica del Tai Chi sulla propriocezione hanno come risultato il mantenimento del controllo dell'equilibrio negli anziani.

Il Tai Chi, esercizio tradizionale cinese, è praticato da secoli in Cina da giovani e anziani per conseguire agilità, equilibrio e controllo della postura. I suoi effetti benefici sulla salute sono stati osservati e in particolare il mantenimento del controllo dell'equilibrio negli anziani ha attirato in modo sempre crescente l'attenzione dei ricercatori scientifici. Un numero di studi a sezione trasversale e longitudinali ha prodotto la prova che chi pratica il Tai Chi non solo ha una funzione cardiorespiratoria migliore, ma ottiene risultati migliori nei test relativi al controllo dell'equilibrio, alla flessibilità e alla forza muscolare. Inoltre, una ricerca condotta da Wolf et al. su un campione relativamente ampio, ha messo in evidenza che l'intervento del Tai Chi riduce il rischio di cadute multiple addirittura del 47,5%. Benché molte ricerche abbiano confermato gli effetti del Tai Chi sul controllo dell'equilibrio negli anziani, sono stati fatti pochi sforzi per determinare il meccanismo che ne è alla base.
L'equilibrio posturale necessita di acutezza propriocettiva e di un controllo neuromuscolare preciso. La propriocezione è l'informazione afferente che contribuisce alle sensazioni consce (sensibilità muscolare), la postura totale (l'equilibrio posturale) e la postura segmentaria (stabilità delle articolazioni). Molti studi hanno indicato che la propriocezione diminuisce con l'età. I gerontologi sostengono che una propriocezione compromessa rende difficile per gli anziani rilevare i cambiamenti della posizione del corpo fino a quando è troppo tardi per mettere in atto un comportamento di compensazione che impedisca la caduta. In realtà alcune ricerche sostengono che una propriocezione diminuita è il fattore principale che contribuisce alle cadute negli anziani. Da ciò si deduce che per gli anziani è molto importante mantenere il più integra possibile questa abilità.
Una strategia per ridurre l'incidenza di una scarsa propriocezione e di cadute negli anziani può essere l'attività fisica regolare. L'esercizio fisico può aiutare a migliorare un numero di sistemi sensomotori che contribuiscono alla stabilità. Tuttavia, diverse forme di esercizio possono avere diversi effetti sull'equilibrio posturale. Gauchard et al. riferiscono che l'esercizio propriocettivo (yoga e ginnastica dolce) sembra avere effetti migliori sul controllo dell'equilibrio negli anziani rispetto alle attività fisiche bioenergetiche. Tuttavia gli autori non suggeriscono nessuna spiegazione.
Il Tai Chi richiede un movimento continuo e lento con espressioni di moto da piccole a più ampie, lo spostamento del peso del corpo da unilaterale a bilaterale e movimenti circolari del tronco e delle estremità che coinvolgono contrazioni isometriche e isotoniche. Tutte le forme di Tai Chi pongono l'enfasi sulla consapevolezza della posizione del corpo e del movimento, il che sembra contenere le caratteristiche dell'esercizio propriocettivo. Perciò, è possibile affermare che il Tai Chi produce effetti particolarmente benefici sulla propriocezione degli anziani? Jacobson et al. riferiscono che un programma di Tai Chi di 12 settimane aumenta la percezione chinestetica delle spalle dei praticanti a 60°. Tuttavia l'età media (SD) dei soggetti era di 30.4 anni e i ricercatori non hanno preso i considerazione i principali sistemi di articolazioni delle estremità inferiori (caviglia, ginocchio e anca) coinvolti nel controllo della postura.
La nostra ricerca è stata concepita per investigare sulla propriocezione delle articolazioni della caviglia e del ginocchio degli anziani che praticano Tai Chi da lungo tempo, degli anziani che praticano nuoto/corsa e degli anziani sedentari del gruppo di controllo. Lo scopo è di valutare se la lunga pratica del Tai Chi può migliorare la propriocezione e se gli effetti del Tai Chi sulla propriocezione sono più evidenti rispetto ad altre attività comuni negli anziani. Tali informazioni aiuterebbero a spiegare il meccanismo grazie al quale il Tai Chi migliora l'equilibrio.

METODI
Soggetti
Tramite un questionario e un colloquio complementare riguardo alle attività sportive e fisiche, sono stati reclutati 68 anziani per la maggior parte in salute, senza gravi problemi cardiovascolari, polmonari, metabolici, muscoloscheletrici o neurologici. Ventuno soggetti praticano regolarmente il Tai Chi per circa un'ora e mezza al giorno da almeno quattro anni (gruppo TC). Venti soggetti praticano il nuoto e/o la corsa per almeno un ora al giorno da quattro o più anni (gruppo N/C). I soggetti dei gruppi TC e N/C non praticano altre attività fisiche regolari da cinque anni. Ventisette soggetti non praticano alcun tipo di attività fisica regolare da più di cinque anni (gruppo di controllo). Nessuna differenza significativa è stata notata riguardo all'età, il sesso, l'altezza e il peso nei tre gruppi.
Ogni soggetto ha firmato un consenso informato prima di partecipare allo studio. Lo studio è stato approvato dal comitato medico etico locale.

PROCEDURE DI MISURAZIONE
La chinestesia delle articolazioni è la percezione del movimento dell'articolazione; si tratta di una tecnica importante utilizzata per valutare la propriocezione. La chinestesia viene solitamente determinata stabilendo la soglia in cui viene rilevato il movimento passivo, valutazione della capacità di rilevare il movimento passivo relativamente lento dell'articolazione. La si è usata per determinare la propriocezione delle articolazioni dalla caviglia e del ginocchio.
Il test è stato eseguito in una sala ben illuminata e ventilata, isolata acusticamente in modo da ridurre qualsiasi interferenza uditiva o visiva che potesse distrarre i partecipanti. Dopo essere stati pesati e misurati, tutti i soggetti sono stati sottoposti in due sessioni separate alla raccolta di dati riguardo alla misurazione della chinestesia dell'articolazione della caviglia e dopo una breve pausa a quella dell'articolazione del ginocchio.
Test relativo alla chinestesia dell'articolazione della caviglia.
I dati sono stati raccolti utilizzando le strumentazioni e le procedure descritte da Lentell et al. con modificazioni insignificanti. L'apparecchio consiste in una scatola con una piattaforma mobile che ruota su un singolo asse in due direzioni. Con il piede appoggiato sulla piattaforma, si verificano la dorsiflessione plantare e i movimenti della caviglia. Questa piattaforma è azionata da un motore elettrico che ruota il piede su un asse in un rapporto di 0.4°/s. Il movimento può essere interrotto in qualsiasi momento tramite l'utilizzo di un pulsante. Lo spostamento dell'angolazione ottenuto dalla piattaforma viene calcolato dai i denti che il motore fa ruotare.
L'apparecchio è anche dotato di una bilancia pensile e di una carrucola fissa sostenuta da un cavalletto esterno all'apparecchio. Un bracciale fissato all'estremità della bilancia viene avvolto intorno alla parte inferiore della coscia del soggetto. Regolando la lunghezza del bracciale, l'estremità viene sollevata dalla bilancia e quando il soggetto rilassa completamente la coscia, viene registrato il peso. Il bracciale viene poi fissato a un'estremità della corda intorno alla carrucola mentre l'altra estremità viene lasciata pendere con i pesi. L'estremità può essere regolata fino a quando il piede non è in contatto con la piattaforma. Aggiungendo o togliendo i pesi, il tecnico riesce a uniformare il peso sull'estremità inferiore che appoggia sulla piattaforma durante il test.
Per raccogliere i dati, ogni soggetto è stato fatto sedere su una sedia regolabile e il suo piede dominante è stato appoggiato sulla piattaforma in modo che l'asse dell'apparato coincidesse con l'asse della dorsiflessione plantare dell'articolazione della caviglia. L'anca, il ginocchio e la caviglia sono stati posizionati a 90°. Per uniformare le sfumature sensoriali del contatto tra l'apparecchio e la superficie plantare del piede, il 50% del peso dell'estremità inferiore è stato appoggiato sulla piattaforma usando il sistema di sospensione con il bracciale. Durante il test i soggetti hanno tenuto gli occhi chiusi e indossato cuffie con musica in modo da eliminare stimoli auditivi e visivi.
Ogni movimento del test incomincia con il piede appoggiato sulla piattaforma orizzontale, il che significa che la posizione di partenza è di 0°. Ai soggetti è stato chiesto di concentrarsi sul piede e di premere il pulsante quando percepivano il movimento e ne identificavano la direzione. Dopo due prove, il motore è stato azionato in modo da ruotare a caso il piede in dorsiflessione o flessione plantare a intervalli di tempo tra due e dieci secondi dopo l'istruzione del soggetto. Il ricercatore registrava gli angoli di rotazione della piattaforma e la direzione dei movimenti come percezione motoria passivo. Sono state condotte almeno sei prove a caso: tre per la flessione plantare e tre per la dorsiflessione. In questo modo sono stati calcolati i valori medi delle tre angolazioni percepite in una direzione.
Test di misurazione della chinestesia dell'articolazione del ginocchio.
Il metodo per calcolare la chinestesia del ginocchio è simile a quello descritto nello studio precedente, l'apparato consiste in un motore elettrico, un regolatore automatico, un contatore, un sistema di trasmissione e di collegamento. Un'intelaiatura mobile ruota intorno a un singolo asse in due direzioni alla velocità di 0.04°/s. Lo spostamento dell'angolazione dell'intelaiatura viene calcolato dai denti ruotati dal motore.
Ogni soggetto si è sottoposto a due test di prova per acquisire familiarità con la procedura prima di sottoporsi all'esperimento.. Sono stati realizzate almeno sei prove a caso (tre per l'estensione, tre per la flessione) sulla gamba dominante come da protocollo. Ai soggetti è stato chiesto di indossare pantaloncini corti in modo da evitare qualsiasi sensazione estranea sulla pelle nella zona del ginocchio. Seduti su una sedia regolabile, le gambe penzoloni, di 5 cm. prossimali alla fossa poplitea ai partecipanti è stato applicato un bracciale gonfiabile sopra all'articolazione del ginocchio gonfiato a 20 mmHg per neutralizzare sensazioni cutanee. L'asse di rotazione dell'articolazione del ginocchio è stato allineato all'asse della rotazione dell'intelaiatura. Quindi il ricercatore ha sistemato la parte inferiore della gamba del soggetto sull'intelaiatura. Un bracciale gonfiabile è stato applicato e gonfiato a 20 mm Hg per ridurre lo scarico afferente multisensoriale sull'interfaccia gamba-macchinario. Per ridurre ulteriormente elementi sensoriali indesiderati, i soggetti hanno tenuto gli occhi chiusi e indossato cuffie con musica per evitare di la vista e il rumore prodotto dell'apparecchio.
La posizione di partenza di ogni prova è stata di 45° di flessione del ginocchio come misurata da un elettrogoniometro (Penny and Giles, Christchurch, Dorset, UK). Ai soggetti è stato spiegato che potevano muovere le gambe in direzione flessa o estesa incominciando a piacere 2-10 secondi dopo che il tecnico avrebbe segnalato l'inizio del test. Una volta che il soggetto rilevava il movimento della gamba, premeva il pulsante di arresto e confermava la direzione del movimento. Gli angoli di rotazione dell'intelaiatura sono stati definiti come soglia di percezione per l'articolazione del ginocchio. Per l'analisi sono stati usati i valori medi delle tre prove in una direzione.

ANALISI DEI DATI
Tutte le variabili sono state presentate come medie (SD). I valori relativi alla percezione di moto passivo dell'articolazione della caviglia e del ginocchio in direzione diverse sono stati rispettivamente comparati usando t test accoppiati in ogni gruppo. Dal momento che non sono state rilevate significative differenze tra la direzione del movimento della caviglia, la flessione plantare e la dorsiflessione, è stata fatta una media dei dati per produrre la chinestesia della caviglia. Per valutare le differenze significative tra i gruppi è stata usata l'analisi di varianza a una via. Test post hoc Scheffe sono stati eseguiti quando necessario per isolare le differenze e p0.05 è stato considerato significativo.

RISULTATI
Chinestesia della caviglia
La chinestesia della caviglia differisce in modo significativo tra i tre gruppi (p = 0.001). Nel gruppo TC sono stati percepiti movimenti di 1.21 (0.33°), nel gruppo N/C 1.78 (0.82) e nel gruppo sedentario di controllo 1.95 (0.66°). Il test post hoc dimostra che il gruppo TC è riuscito a rilevare una quantità di movimento notevolmente minore rispetto al gruppo di controllo (p = 0.001) e al gruppo N/C (p = 0.022) mentre non sono state rilevate differenze significative tra il gruppo N/C e quello sedentario di controllo (p = 0.701).

Chinestesia dell'articolazione del ginocchio
La soglia di percezione del movimento passivo è risultata notevolmente diversa in ogni gruppo per quanto riguarda l'estensione e la flessione; le ginocchia si sono rivelate più sensibili all'arco di flessione rispetto a quello di estensione. L'analisi di varianza a una via indica differenze significative nei tre gruppi per quanto riguarda la percezione del movimento passivo nella flessione del ginocchio (p = 0.025). Ulteriori analisi hanno dimostrato che il gruppo TC ha una soglia mediamente minore della percezione del movimento passivo rispetto ai soggetti del gruppo di controllo (p = 0.026). Non si sono notate differenze significative tra il gruppo N/C e il gruppo di controllo (p = 0.312) o tra il gruppo TC e quello N/C (p = 0.533). Per quanto riguarda l'estensione del ginocchio non sono state riscontrate differenze tra i tre gruppi (p = 0.597).

DISCUSSIONE
Nonostante molti studi abbiano indicato la pratica regolare di attività fisica come elemento utile per attenuare il declino causato dall'età in diversi sistemi fisiologici, pochi hanno esaminato gli effetti dell'esercizio fisico sulla propriocezione degli anziani, in particolare gli effetti di diverse forme di esercizio. La nostra ricerca dimostra che chi pratica Tai Chi per molto tempo non solo può contare su una migliore chinestesia dell'articolazione della caviglia e del ginocchio rispetto al gruppo sedentario di controllo, ma che la chinestesia dell'articolazione della caviglia è migliore anche rispetto a chi pratica regolarmente il nuoto o la corsa. Inoltre, questi ultimi non hanno ottenuto risultati migliori nei test riguardanti la chinestesia dell'articolazione della caviglia e del ginocchio rispetto al gruppo sedentario.
Il sistema di controllo posturale opera da un circuito di controllo tra le fonti sensoriali, il sistema nervoso centrale e il sistema muscoloscheletrico. I propriocettori e i centri visivo e vestibolare portano informazioni afferenti al sistema nervoso centrale rispetto alla posizione del corpo e all'equilibrio.
Colledge e i suoi colleghi hanno studiato i contributi relativi all'equilibrio e alla vista, la propriocezione e il sistema vestibolare in diversi gruppi di età e hanno scoperto che per mantenere l'equilibrio, tutti i gruppi di età sono maggiormente dipendenti dalla propriocezione piuttosto che dalla vista. Camicioli et al. ha dimostrato che la separazione dell'input propriocettivo è stato l'elemento determinante più importante della prova quantitativa di equilibrio nei soggetti ultra ottantenni. Ciò significa che la propriocezione è in grado di influenzare notevolmente la stabilità posturale e un declino della propriocezione dovuto all'età può essere associato all'aumentata propensione degli anziani alle cadute.8 Ne deriva che i considerevoli benefici del Tai Chi sulla propriocezione possono essere significativi per il mantenimento dell'equilibrio nell'anziano.
Si insiste molto sull'esercizio fisico come mezzo efficace per migliorare l'equilibrio nelle persone anziane. Tuttavia è stato dimostrato che esercizi di tipo diverso sortiscono risultati diversi. Gauchard et al. hanno scelto lo yoga e la ginnastica dolce come esercizio propriocettivo, pratiche che consistono in movimenti lenti eseguiti in modo sequenziale in diverse condizioni posturali; hanno comparato gli effetti dell'esercizio propriocettivo con le attività fisiche bioenergetiche (nuoto, bicicletta e corsa) e con l'assenza di esercizio in soggetti anziani. I risultati indicano che la forza muscolare è significativamente maggiore nel gruppo che pratica esercizi bioenergetici, ma l'esercizio propriocettivo sembra avere un effetto maggiore sul controllo dell'equilibrio. Gli autori hanno sottolineato che i movimenti rituali del Tai Chi sono a tutti gli effetti un esercizio propriocettivo. Basandoci sui nostri risultati, che dimostrano che gli anziani che praticano il Tai Chi hanno una propriocezione migliore, siamo in grado di affermare che mantenere o ritardare il declino per quanto riguarda la propriocezione è strettamente associato alla pratica del Tai Chi che migliora l'equilibrio negli anziani.
Il Tai Chi consiste in una serie di movimenti individuali aggraziati, ripetuti in un modello continuo e circolare. Praticando il Tai Chi la consapevolezza del movimento in sequenza parte dai piedi, caviglie e gambe e i muscoli forti della coscia sono usati per concentrare il movimento durante la torsione delle anche e della vita, con quest'ultima che funge da asse intorno al quale tutti i movimenti sono eseguiti. I movimenti del Tai Chi sono aggraziati e fluidi oltre che estremamente precisi in quanto la specificità delle angolazioni delle articolazioni e la posizione del corpo sono di importanza critica per la pratica corretta e accurata di ogni forma. La profonda consapevolezza della posizione del corpo e del movimento è indispensabile, perciò è logico chela pratica del Tai Chi produca benefici rispetto alla propriocezione, il che è confermato dalla nostra ricerca.
Il nuoto e la corsa sono due degli esercizi fisici più praticati dagli anziani; sono eccellenti forme di esercizio aerobico e offrono un buon allenamento stimolante per le funzioni cardiovascolari e la forza muscolare. Paragonati al Tai Chi, il nuoto e la corsa comprendono azioni cicliche e ripetitive, ma la consapevolezza della posizione delle articolazioni e del movimento non è enfatizzata durante l'esercizio. Inoltre la maggior parte degli anziani si esercita solo per migliorare la salute e per ricreazione; di solito non pone attenzione alla posizione dell'articolazione durante l'esercizio a meno che tale consapevolezza non sia richiesta in certe forme di esercizio come il Tai Chi. Questo può spiegare perché chi pratica il nuoto/corsa non ha ottenuto un punteggio migliore rispetto alla chinestesia del ginocchio e della caviglia nella nostra ricerca.
È particolarmente interessante notare che gli effetti del Tai Chi sulla propriocezione sono diversi per quanto riguarda le articolazioni del ginocchio e della caviglia. L'effetto della chinestesia dell'articolazione della caviglia è prominente rispetto a quella del ginocchio. La percezione del movimento passivo dell'articolazione della caviglia nel gruppo TC è risultata significativamente migliore rispetto al gruppo di sedentari e al gruppo N/C. Tuttavia, per quanto riguarda l'articolazione del ginocchio, il Tai Chi ha prodotto risultati migliori solo rispetto al gruppo sedentario. Questi risultati possono essere attribuibili alle caratteristiche dei movimenti del Tai Chi. Un vecchio proverbio relativo al Tai Chi recita: "Quando pratichi il Tai Chi, i piedi sono come radici". Nonostante quasi tutte le forme di Tai Chi siano praticate in posizione semi accovacciata, il che migliora il carico sulla muscolatura e la scala di movimento delle articolazioni del ginocchio, la continua trasformazione in diverse posizioni e passi, provoca maggiori cambiamenti di movimento nell'articolazione della caviglia, tipo voltare gli alluci all'esterno o all'intero e sollevarli e abbassarli. Inoltre i passi sono lenti e deliberati. Questi movimenti possono aiutare a mantenere la sensibilità della propriocezione localizzata nelle capsule delle articolazioni, nei legamenti, nei tendini e nei muscoli.
La propriocezione della caviglia è molto importante per gli anziani al fine di mantenere un esatto controllo posturale. Molte ricerche hanno indicato che il modello di movimento per una correzione posturale negli anziani è diverso rispetto a quello degli adulti. Gli anziani fanno affidamento principalmente sul movimento dell'anca mentre i giovani preferisco il movimento della caviglia per controllare la stabilità posturale. Il declino delle informazioni somatosensoriali a patire dai piedi è il fattore principale di questo cambiamento di modello che interviene con l'età. Perciò l'impatto considerevole della pratica del Tai Chi sulla propriocezione della caviglia è di enorme beneficio nel mantenimento del controllo dell'equilibrio negli anziani.
Il declino della propriocezione con il passare degli anni è un fattore che contribuisce alle cadute negli anziani e che può essere influenzato dall'attività fisica regolare. Questa ricerca dimostra che, paragonata ad altre attività comuni, la pratica a lungo termine del Tai Chi offre maggiori benefici per quanto riguarda il mantenimento della propriocezione delle articolazioni della caviglia e del ginocchio, il che è importante per il mantenimento del controllo dell'equilibrio negli anziani.

Tai Chi e Yi Quan - Contributi

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